Nell'ultimo mese si è letto del fork di pidgin (chiamato fun-pidgin), dovuto alla voglia di inserire delle funzionalità che non venivano accettate (in stile orecchie da mercante, a quanto ho letto) dal team di Pidgin...
Poco più di un anno fa ci fu un altro interessante fork: beryl, fork di compiz. Il fork era dovuto alla non accettazione del merge tra il brach Quinnstorm e il main (approfondimenti). Fatto sta che dopo circa 7 mesi, i due progetti si rifusero, dando vita a compiz-fusion.
Dopo questa breve introduzione, sorge spontanea la domanda: a cosa server un fork?
<!--break-->L'idea che mi sono fatto è che un fork è un separatore, un modo di fare che delinea una riga di divisione tra due progetti. Ho avuto modo di partecipare ad un fork, quando me ne andai, insieme ad altri utenti, da Debianitalia, per fondare Debianizzati.Org... perà c'erano questioni abbastanza profonde e filosofiche, piuttosto che l'aggiunta o meno di una feature... Infatti oggi, le due realtà sono profondamente diverse...
Invece per i due esempi sopracitati, beh, che differenza c'è? qualche feature, non di più! Sembra che spesso un fork sia determinato da capricci di un gruppo di sviluppatori che non accettano il lavoro di altri o che vogliono forzare gli altri ad accettare il proprio lavoro... Oppure la mancanza di voglia di lavorare con altri gruppi di sviluppatori...
Ricordate il caso di nessus? Lo sviluppatore si lamentà di non essere mai stato aiutato e che stava pensando di chiudere i sorgenti della prossima versione di nessus... la cosa che mi fece restare perplesso fu l'uscita di un gruppo di sviluppatori che dissero di voler fare un fork di nessus per continuarne lo sviluppo... ma perchè? fama? orgoglio? perchè fare un fork invece di aiutare l'attuale sviluppatore a mantenere nessus libero?